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Comune di Tambre

Provincia di Belluno - Regione del Veneto


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Natura

Vegetazione

L'inversione termica dai rilievi al fondo delle depressioni ha come conseguenza l'inversione delle serie vegetazionali in modo caratteristico. Perciò nel fondo delle grandi doline (Pian Cansiglio, Cornesega e Valmenera) sono presenti prati e pascoli, normalmente di altitudine maggiore, mentre la vegetazione forestale va ad occupare i piani superiori.

La presenza di una vegetazione erbacea nel fondo della conca è molto probabilmente di origine naturale, come dimostrano le analisi palinologiche e anche i ritrovamenti dell'Uomo di Cromagnon, il quale usava accamparsi nelle praterie. La loro superficie è stata però modificata con disboscamenti per far spazio ai pascoli e, in questo secolo, con rimboschimenti di abete rosso. Notevoli sono le fioriture che colorano questi piani, ad iniziare dalla primavera quando spuntano le genziane, lo zafferano alpino (Crocus vernus) e i senecioni (Senecio helenitis, una composita dai fiori gialli), mentre in estate, tra i fiori comuni si ricordano in particolare la pedicolare (Pedicularis verticillata), dai fiori porpora, e la simile cresta di gallo (Rhinanthus alectorophus), dai fiori gialli.

Attorno ai pascoli, soprattutto nel lato orientale, vegeta un bosco artificiale, chiamato "pecceta di dolina", costituito da alberi di abete rosso della stessa età e dimensioni. Si tratta di rimboschimenti effettuati da 30 a 80 anni fa su terreni precedentemente adibiti a pascolo. Questo bosco, nonostante il carattere continentale e l'elevata umidità del clima di fondovalle che favoriscono l'abete rosso, è continuamente danneggiato dal vento, dalla neve e dall'attacco di numerosi insetti.

Il tipo di bosco più rappresentativo in Cansiglio è la faggetta montana. E' questa infatti che dà la maggiore impronta al paesaggio, soprattutto in autunno quando le foglie assumono i colori più accesi. Il faggio è un albero maestoso e nobile, che può però anche rimanere un piccolo arbusto se non trova le condizioni adatte. Ha foglie ovali caduche e una corteccia chiara facilmente riconoscibile. La faggetta montana del Cansiglio occupa un anello che va da 1100 a 1400m attorno alla conca interna, ma è soprattutto nei rilievi meridionali che trova la sua espressione migliore: stupenda è quella che ricopre le pendici del Monte Pizzoc e del Monte Millifret. Questo bosco è costituito quasi esclusivamente dal faggio con alberi coetanei, mentre le altre specie arboree trovano scarso spazio.

L'aspetto del bosco risulta perciò essere molto uniforme, con le chiome degli alberi situate alla medesima altezza a formare una volta continua e ininterrotta.

La faggetta montana è qui favorita dal carattere oceanico del clima, che man mano diminiusce procedendo verso Nord e scendendo verso la conca. La faggetta montana viene allora sostituita dall'abietino l'uno sull'altro a seconda di piccole sfumature ecologiche e che risultano quindi essere in continua concorrenza tra loro. A queste due specie si associa anche l'abete rosso, ma in misura più modesta.

L'abieti-faggeto è costituito da alberi di diverse età (bosco disetaneo) e conseguentemente di diverse dimensioni. La volta del bosco non è perciò continua e, attraverso le sue interruzioni, la luce riesce a penetrare nel bosco maggiormente che nella faggetta.

La quantità di luce che filtra attraverso le chiome degli alberi è di fondamentale importanza per il sottobosco. Nella faggetta montana più fitta questo può a tratti mancare e il suolo viene ricoperto dalle foglie morte dei faggi che si decompongono lentamente. Nella faggeta meno fitta il sottosuolo è costituito da specie sciafile (che vegetano nell'ombra), come le felci, il billeri a tre foglie (Cardamine trifolia), l'erba lucciola (Luzula nivea), la stellina odorosa (Galium odoratum), la dentaria (Dentaria enneaphyllos), l'elleboro verde (Helleborus viridis), tutte piccole piante erbacee.

L'abeti-faggeto ospita un sottobosco più ricco formato da piante arbustive ed erbacee che offrono maggior alimento alla fauna rispetto al sottobosco della faggeta. Tra gli arbusti sono presenti la lonicera (Lonicera nigra e altre) e il fior di stecco (Daphne mezereum), tra le specie erbacee il senecione silvano (Senecio fuchsii), l'erba milza (Chrysosplenium alternifolium), il fior di maggio (Majanthemum bifolium), l'acetosella (Oxalis acetosella); ma questi sono solo pochi esempi tra le specie più comuni, poiché in Cansiglio è presente un numero molto alto di specie vegetali.

Altri tipi di bosco sono rappresentati in Cansiglio, anche se con minore estensione. La faggeta altimontana è un bosco che vegeta sulle pendici del Monte Croseraz ed è costituito da faggi a sviluppo modesto, contorto, senza alcun valore forestale, ma del massimo interesse naturalistico. In Val Faldina e Valpiccola è presente un'abetina montana, bosco formato esclusivamente dall'abete bianco; si tratta di un esempio quasi unico per l'arco alpino. La pecceta montana, che riveste moltissimi rilievi alpini, qui non trova che uno spazio limitato e frammentato nella zona di Casera Palantina.

La Fauna

La regione del Cansiglio è da più di un secolo "bandita di caccia". Questo ha permesso il riaffermarsi di una fauna veramente ricca ed interessante in gran parte legata, naturalmente, all'habitat forestale.

Mammiferi

La specie più rappresentativa del Cansiglio è indubbiamente il cervo, presente con più di 100 capi. Frequenta soprattutto la parte nord-orientale del territorio, utilizzando la Valmenera come sito dei combattimenti tra i maschi durante il periodo degli amori, ovvero il primo autunno, e le pendici orientali esterne al bosco come principale luogo di svernamento. Molto più facile del cervo è incontrare il capriolo, che abita indifferentemente tutto il bosco del Cansiglio. E' frequente osservarlo pascolare all'imbrunire nelle radure. Un discorso a parte merita il daino, il quale è stato introdotto inizialmente in un recinto faunistico e poi liberato in foresta, ed è perciò una presenza non autoctona.

Altri mammiferi presenti sono la lepre comune e la lepre alpina; lo scoiattolo, legato ai boschi di abete rosso dei cui semi si alimenta; il ghiro, abbondante ma difficilmente avvistabile perché di abitudini notturne. Ricorderemo quindi la presenza dei topolini delle case, dei topolini selvatici, frequentatori dei boschi, delle arvicole, di spazi aperti, del riccio, della talpa, di diversi toporagni e dei pipistrelli. Tra i carnivori manca un grosso predatore che operi una selezione a carico degli ungulati, i quali perciò non hanno in pratica nessun nemico. Da tempo mancano, infatti, il lupo, l'orso e la lince, anche se quest'ultima ha fatto la sua ricomparsa in zone non molto lontane. Molto numerosa è la presenza della volpe. Inoltre ci sono diversi mustelidi, come il tasso, la martora, tipicamente arboricola e più frequente della quasi identica faina; quindi la puzzola, la donnola e l'ermellino segnalato sul Monte Cavallo.

Uccelli

Nell'ambito dell'avifauna segnaleremo solo le entità più caratteristiche e più frequenti poiché il Cansiglio è ricco di moltissime specie. Molte sono le specie migratorie a fare la temporanea comparsa sul terrritorio, mentre meno numerose sono le specie stanziali, poiché il bosco in inverno, soprattutto quello puro di faggio, non offre cibo in abbondanza. Fra le specie di passo non è impossibile avvistare alcuni anatidi come il germano reale e la marzaiola, nei pressi delle lame. Le specie stazionarie e più diffuse tra i rapaci sono l'astore e lo sparviere, legati all'habitat forestale, la poiana e il gheppio, specie notevolmente eclettiche ed adattabili a diversi ambienti. L'aquila reale nidifica sul vicino Monte Cavallo con alcune coppie, ma si sposta in volo anche nel territorio considerato. Tra i rapaci notturni i più frequenti sembrano essere l'allocco, la civetta nana, la civetta capogrosso e il gufo comune, mentre il gufo reale è piuttosto raro. I galliformi sono ben rappresentati da tutti quattro i tetraonidi: il francolino di monte, il fagiano di monte e il gallo cedrone cha abitano il bosco montano; la pernice bianca, che invece è presente nel Monte Cavallo al di sopra dle limite degli alberi. Una specie facilmente identificabile per i richiami che emette nel periodo delle riproduzione è il cuculo. Diversi, anche se in modo non molto abbondante, sono i picchi presenti; ricorderemo il picchio nero, il picchio rosso maggiore e quello verde. Innumerevoli sono i passeriformi. In primavera i pascoli della piana si riempiono di rondini, ma soprattutto dei simili balestrucci, i quali, come le prime, nidificano sotto i tetti. Altre specie migratrici presenti nel periodo estivo sono l'allodola, lo stiaccino, lo storno, il prispolone, il codirosso spazzacamino, osservabili nei pascoli della piana o vicino alle abitazioni; lo scricciolo, la capinera, l'averla piccola, il luì nelle zone boscose; il sordone nelle praterie di alta quota. Tra gli uccelli stanziali ricorderemo il fringuello, probabilmente l'uccello più abbondante in Cansiglio, la cornacchia grigia e la ballerina bianca nelle zone aperte; la ghiandaia, il cui urlo rauco è facilmente udibile, le cince (mora e dal ciuffo), i rampichini, il ciuffolotto, il crociere, il fiorrancino, il regolo, il pettirosso e il codibugnolo nelle zone boscose, mentre cardellino, venturone, merlo, tordela, merlo dal collare preferiscono il margine del bosco. In diverse specie stanziali solo una parte della popolazione sverna in Cansiglio; l'altra scende verso zone più favorevoli.

Rettili

I rettili non presentano molte specie i comunque è raro incontrarli nel bosco fitto. Nei pianori carsici al di sopra di questo, per esempio la zona del Col dei Scios o sul Monte Pizzoc, si possono incontrare la vipera, il ramarro e la lucertola vivipara. Il saettone, la biscia dal collare, l'orbettino prediligono invece le radure erbose ed umide, ma si possono trovare anche al margine del bosco.

Anfibi

La presenza del bosco, di un'elevata umidità e di acqua stagnante nelle lame sono fattori estremamente favorevoli alla vita degli anfibi. Trascorrono tutta la loro esistenza in acqua i tritoni, alpestre e cristato, che sono molto comuni. Tra gli altri anfibi ricordiamo la salamandra nera, la rana temporaria e la rana verde, specie piuttosto abbondanti.

(testi tratti dalla "Guida al Cansiglio")

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